24/01/2010

Life

Ali Askari "Moshtaq"

 

 

It is like a mountain, so high no one can see,

Rising with the sun out of the sea,

Its painted caves in rocks bleached by the sun

Speak of what has passed and what’s to come.

Voicing its history to the listening town

From a cave carved by the wind to look like a clown.

 

Angels and animals and kings, designed

As moral symbols to the receptive mind,

Look down upon the unprotected child,

Destruction and history unreconciled.

He gazes at the ascending eagle’s height:

Her eyes are glistening and her wings are white.

 

 

But oh, the life of man: what can we say?

He is at once the hunter and the prey,

Waiting with trembling hand and shaking voice

For destiny to force him to his choice.

What the sun laughs at, what the mountain sees,

 

Is the fearless eagle’s unconsidered ease.

Is life the same whether we win or lose?

Night goes and comes, and day, too, comes and goes.

The man who’s conscious of all worldly joys

Is brother to the man the world destroys.

This is the point of life and destiny.

We bide our time. Our will and choice are free.

 

 

 

 

Vita

(traduzione a cura di Sara Andreoli)

 

È come una montagna tanto alta che nessuno può vedere

Che sorge con il sole da lontano in mezzo al mare.

Le sue grotte, dipinte sulla roccia scolorita dal sole,

Dicono ciò che è stato e cosa ancora deve accadere

E alla città in ascolto narrano la storia

Da quella grotta scolpita, a forma di pagliaccio,

dal lavorio del vento e dalla sua memoria.

 

Angeli e animali e re sovrani, disegnati

Simboli morali figurati, agli occhi di una mente riflessiva,

Guardano in basso, al bambino incustodito,

Storia e distruzione inconciliate.

E lui fissa lo sguardo verso l’alto, sull’aquila che sale sempre più

Con gli occhi luccicanti e le ali bianche.

 

Ma dunque cosa dire dell’uomo e la sua vita?

Che è a un tempo cacciatore e preda ambita,

Che aspetta con tremito di mano e voce scossa

Che il proprio destino lo forzi ad una mossa.

Ciò di cui ride il sole, ciò che la montagna vede

 

È l’agio incosciente dell’aquila audace.

È la vita uguale se vinciamo o perdiamo?

La notte va e viene, così viene e va il giorno.

Colui che è conscio delle gioie del mondo

È fratello dell’uomo che il mondo distrugge.

Questo è il punto della vita e del destino.

Aspettiamo il momento buono. Volontà nostra e nostra scelta sono un libero cammino.

 

12:09 Scritto da: pensieridisara | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, vita | OKNOtizie |  Facebook

06/11/2009

CHIAMATI AD ESISTERE

 


Per e-sistere bisogna uscire dall’ombra, fare un passo fuori dall’ombra. Senza questo slancio VERSO, non c’è esistenza. Ildegarda di Bingen, nata 900 anni or sono, una delle grandi donne del nostro occidente, parla del fianco che Dio ha lasciato aperto nell’uomo, ferita originale: sofferenza certamente, ma anche apertura rituale e simbolo di libertà. Questa apertura, secondo lei, è il segno dell’amore che Dio nutre per la sua creatura creandola libera. Senza di ciò noi resteremmo attaccati a lui, perfetti. Senza di ciò ci avrebbe perfetti. Saremmo la sua “cosa”. E invece ci ha lasciati imperfetti. Non ha tracciato per noi, come ha fatto per le altre creature, il confine esatto per le nostre migrazioni, non ha disegnato prima le nostre strade, non ha suggellato la catena dei nostri atti. Ci ha lasciato il fianco aperto, libero di fuggire, di tradire, di voltargli le spalle o di andargli incontro … libero di scegliere l’ombra o di andare verso la luce. La dignità concessa all’uomo è la possibilità della SCELTA. E’ in questa dinamica che si iscrivono le iniziazioni, i riti di passaggio dallo stato di natura a quello di coscienza. Sì, ero vivo e ora sono chiamato a diventarlo. La presa di coscienza di ciò che poteva sembrare all’inizio, ma che invece si trattava di conquistare, premia la coscienza. L’uomo deve consentire al suo destino e non subirlo. L’uomo deve levarsi in piedi e dire a voce alta: sì, scelgo di nascere. Fino a quando non abbiamo detto questo sì, non festeggeremo nozze. La mia vita non può essere il prodotto di un rapimento. Bisogna celebrare le nozze tra lei e me.

Christiane Singer, Del buon uso delle crisi, ed. Servitium, 14-15

 

15:02 Scritto da: pensieridisara in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

01/07/2009

Ho letto...

"Il tempo è protetto dall'uomo. L'eternità è senza difesa".


- Edmond Jabès -

17:22 Scritto da: pensieridisara | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: tempo, eternità | OKNOtizie |  Facebook